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Il direttore Generale della ASL N. 4, Dr. VINCENZO PANELLA e l'Assessore regionale alle Politiche Sociali, Candidato Capolista per la Federazione della Sinistra DAMIANO STUFARA
RISPONDONO ALLE DOMANDE DEI CITTADINI

Invia subito la tua domanda

L'iniziativa rappresenta il termine di un percorso di partecipazione in cui i singoli cittadini hanno la possibilità di porre domande, proporre argomenti di discussione, proporre provocazioni a cui gli interlocutori sono chiamati a dare risposte che rappresentano anche un impegno per il futuro del nostro territorio.

La modalità di partecipazione a questa iniziativa vuole essere anche innovativa in quanto viene individuato uno spazio (una bacheca on line su OrvietoNews ed Orvietosì) ed un tempo (7 giorni da oggi) in cui ogni singolo cittadino, senza filtri e senza barriere inibitorie legate alla partecipazione diretta ed alle difficoltà di parlare in pubblico, ha la facoltà di esprimere liberamente il proprio pensiero, la propria opinione, la propria richiesta, il proprio dubbio o la propria rivendicazione sui temi oggetto della iniziativa/confronto pubblico.

Commenti

Inviato da finalli giuseppe il 23 marzo 2010 14:31
Dopo gli Ospedqali di Perugia e Terni,l'Ospedale di Orvieto è quello che in Umbria più di ogni altro merita la qualifica di Ospedale della emergenza/urgenza in ragione della sua dislocazione(80 km. da Perugia e Terni).Come pensa che l'Ospedale di Orvieto possa assolvere a questa funzione se ha una dotazione di personale e servizi molto inferiore agli altri Ospedali della emergenza peraltro molto più vicini a centri di riferimento?
Non pensa che ciò si risolva in una effettiva disparità dei cittadini Orvietani rispetto agli altri Umbri per quanto riguarda il diritto alla salute?
Inviato da Domenico Malvagia il 23 marzo 2010 12:27
Egregio Direttore PANELLA, sono figlio di un 92enne "non autosufficiente".
La regione "Umbria" con legge 24 del 22.11.2004 abrogava l'assegno di cura per "non autosufficienti", detta regione con legge 9/2008 stabiliva interventi per "non autosuffcienti" e, in base a questa stilava un programma sperimentale per il 2009, il così detto "PRINA" comprensivo del "PAP" (piano personalizzato). Detta programmazione ancora, a distanza di due anni deve essere discussa (a Terni si è provveduto di recente, per l'Orvietano era previsto l'incotro con i Sindaci locali il 9 corrente, ma tutto è stato rimandato), a quando una decisione definitiva?.
La risposta degli Enti preposti al momento, fra 'altro è,mancano soldi. "La Nazione" del 4.3.2009 (Consiglio Regionale Umbria, stanziati 32 milioni di euto per anziani, disabili....); "Il Messaggero" pag.40 del 16.01.2010 (la non autosufficienza, la Regione Umbria passa ai fatti, con la nuova legge,penso la 9/2008, in arrivo 114 milioni di euro!!!), questo denaro, se le notizie sono vere, come è stato e verrà utilizzato?.
Mio padre è in lista dal dicembre 2009 per ricovero presso l'idonea casa di riposo in Morrano di Orvieto. Circa un mese fà,in detta casa, per quanto mi è dato di sapere, c'erano due posti disponibili per "l'A.S.L", perchè non venivano utilizzati?.
Presidente lei saprà sicuramente che i parametri dello stipendio mensile di una badante per "non autosufficiente" sono circa MILLE euro più T.F.R., 13^ mensilità, ferie, contributi, vitto e aloggio. Considerato che la normativa del 2008,che per quanto io sappia sarebbe ancora allo sudio, chì aiuta le centinaia se non migliaia di famiglie che versano in situazioni più o meno disperate (la A.S.L. come lei sà assicura SOLO una o due ore settimanli di asssteza domiciliare). Il piano "PRINA" prevede ricoveri e assegno di sollievo per le famiglie in difficoltà, a quando l'attuazione?. Avrei altre domande, ma penso,che quanto per ora detto, sia abbastanza. Fiducioso di un suo interessamento e se possibile di una risposta, ringazio per l'attenzione. Domeico Malvagia da Porano (TR).
Inviato da Sante Mochi Presidente Promogest il 23 marzo 2010 07:53
Sono Sante Mochi e risiedo da dieci anni a Carnaiola di Fabro.L'Associazione Nazionale di Promozione Sociale Promogest che ho l'onore di presiedere da dieci anni è impegnata in tutta Italia sul tema della prevenzione del disagio. Nella nostra regione manca ancora uno stretto collegamento tra le iniziative di tipo sanitario e quelle di tipo sociale per le persone in difficoltà e le loro famiglie. Forte gap con altre regioni per il proseguimento dell'attenzione alle persone con problemi psichici dopo che i genitori o i familiari che li accudiscono sono morti o molto anziani. Questo gap non può essere colmato dal lavoro improbo delle Cooperative sociali che sono oberate anche di problemi d'ordine giuridico e gestionale al loro interno, e non hanno la possibilità, per questa loro intrinseca debolezza, di svolgere un efficace lavoro di ricerca e sperimentazione su questi problemi.
Perchè non avviare una incisiva campagna regionale per la costituzione di una "Fondazione dopo di noi" che raggruppi Istituzioni, Enti Privati, famigliari, Associazioni in uno sforzo comune di assicurare condizioni di vita, di lavoro VERO, di sostegno alla solitudine e di inserimento a pieno titolo nella comunità sociale dei soggetti con patologie anche gravi?
L'Associazione è a disposizione per fornire documentazione di quanto svolto in altre regioni su questo tema avendo il sottoscritto e sua moglie Laura in prima persona dovuto combattere una battaglia, vinta, per sostenere fino in fondo i diritti di persona del proprio figlio schizofrenico grave, che dopo venti anni di cure ora lavora, è in grado di accudire a se stesso, di viaggiare e soprattutto di lavorare per il proprio futuro in una Comunità accreditata dalla regione Emilia Romagna. Grato per l'attenzione invio cordiali saluti SANTE MOCHI
Inviato da grafeo fabrizio il 22 marzo 2010 16:44
Egregio Assessore,
spero che Lei riesca a far rispondere alle domande dei cittadini il Direttore della ASl, perchè ai dipendenti, che non chiedono una poltrona, ma di essere ascoltati per risolvere problemi che ricadono su tantissimi allevatori, non viene data nessuna udienza.
E poi caro Damiano, compagno di tante manifestazioni e di quella fuga all'EUR dalla carica della Polizia, perchè avete perso ancora una occasione con Fausto, Peppe, Fabrizio e tal Desideri di accordarsi affinchè almeno uno avesse la seria possibilità di andare in Regione per portare le istanze di questo territorio?
Inviato da Isabella Marchino il 22 marzo 2010 09:31
Gentile Dott. Panella
le scrivo per segnalarle che nel Centro di Salute di Fabro stanno mancando diversi servizi molto importanti per i cittadini. Mi riferisco ad esempio al pacchetto diabetologico, al dietologo, alla consulenza psicologica. Segnalo che per i corsi preparto non si ha piu' a disposizione un posto dove possono essere tenuti e si è costretti a svolgerli nell'ambulatorio ginecologico, spostando ogni volta scrivanie, lettini e quanto altro.
Inoltre anche la linea Adsl, mentre in alcuni uffici è presente, non si riesce a portarla (con un filo) agli ambulatori, con una potenziale perdita di informazioni della salute dei pazienti.
Se pensiamo che la salute sia ancora un diritto e se non vogliamo creare disagio ai cittadini, se si vuole evitare la fuga alla asl di perugia (visto il nostro territorio di confine) auspichiamo che i servizi vengano reinsieriti al piu' presto e che i disservizi vengano eliminati.
Cordialmente, Isabella Marchino Vicesindaco di Montegabbione con delega alla Sanità.
Inviato da Paola il 21 marzo 2010 23:22
Quali pensa siano le prestazioni socio-sanitarie che una personoa che soffre di un disagio psichico debba trovare in un Centro di Salute Mentale? Crede quindi che, ad oggi, la ASL dia delle risposte soddisfacenti nella direzione delle caratteristiche da lei ritenute importanti o pensa che dovrebbero esserci dei cambiamenti? Grazie.
Inviato da michele vecchietti il 21 marzo 2010 23:21
Da tempo nel territorio della provincia di Terni il clima di incertezza in cui si trovano ad operare i lavoratori delle cooperative è motivo di grande preoccupazione. Nonostante le rassicurazioni date non si conoscono i criteri di riordino del settore che si ha intenzione di applicare. In assenza di informazioni e di garanzie infatti gli operatori dei servizi in appalto sono portati a vivere con scetticismo questa nuova fase; i lavoratori non hanno alcuna responsabilità del dissesto economico determinatosi nel settore, ma finora sono stati i soli a pagarne le conseguenze. La domanda quindi è molto semplice; cosa si vuole fare? Come verranno garantiti i servizi vigenti? Si ha intenzione di mantenere gli attuali livelli occupazionali?
Inviato da Dettopino il 21 marzo 2010 11:46
L' Italia continua ad essere al primo posto nella classifica dei paesi con popolazione più anziana (dati ONU); l' Umbria è insieme alla Liguria la regione più "anziana" d' Italia: circa 200.000 cittadini hanno più di 65 anni e di questi la metà sono over 75. Il Distretto di Orvieto, a conti fatti, ha la più alta percentuale di anziani ed il maggior indice di invecchiamento rispetto ad altri distretti. In altri termini l' area orvietana è una delle più longeve del mondo; ciononostante nessuna amministrazione ha mai presentato un piano organico di tipo socio-assistenziale per dare risposte ad esigenze da parte degli anziani articolate, multiformi, sfaccetate, non necessariamente sanitarie, ma talvolta si. come nel caso delle varie forme di demenza: non le sembra paradossale questo silenzio da parte dei comuni e della ASL? Non crede che sarebbe opportuno elaborare e/o promuovere un piano generale integrato e assistenziale di tipo socio-sanitario?
Inviato da giornalista il 21 marzo 2010 10:40
A proposito di Rom e di immigrazione in genere, specie dai territori extracomunitari... Mi ha colpito, nella relazione di una relatrice al Convegno annuale a Orvieto degli infermieri professionisti, due o tre anni fa, la considerazione che l'alto tasso di malattia degli extracomunitari non dipenderebbe tanto dal fatto che giungono malati dai loro paesi, quanto dalle difficili condizioni di vita che si trovano ad affrontare nel nostro Paese. C'è riscontro di questo anche nel nostro territorio? Abbiamo dati? Qual è, nello specifico, l'assistenza messa in atto per la salute e il welfare degli immigrati?
Inviato da anna il 20 marzo 2010 18:58
nei mesi scorsi ho letto un articolo in cui venivano posti in evidenza la graduatoria annua dei ricompensi dei vari primari orvietani; a tale proposito mi sono sorte due domande:
-quante ore di straordinario o ulteriori accordi (da lei autorizzati???)sono necessari per raggiungere quelle soglie così elevate??
- nella dinamica e nell'ottica di una sana ristrutturazione che possa sempre garantire un'ottima efficienza lavorativa, non sarebbe più idoneo aumentare il numero dei medici riducendo tali ricompense??
Certa di una Sua concreta risposta, colgo l'occasione per porgere cordiali saluti,

anna
Inviato da galeno il 20 marzo 2010 14:20
Non trovo disdicevole che un Direttore Generale abbia un orientamento politico o idee, che possono essere condivise o meno. Importante che svolga il proprio lavoro nell'interesse di tutti i cittadini. In fondo, anche il Presidente della Repubblica proviene da uno schieramento e, almeno nell'esempio attuale, sembra super-partes. Molto più imbarazzanti sono le nomine dei primari ospedalieri e di analoghe altre figure che, a differenza del Direttore Generale (in carica a tempo determinato), guadagnano cariche e stipendi a vita (a pensionamento), spesso agganciando il funzionamento dei loro reparti ai politici di riferimento. Cosa ne pensa il dr. Panella?
Inviato da rom il 19 marzo 2010 20:03
sicuramente ,si devono trovare tutte le forme per poter risolvere il problema delle lunghe liste di attesa,per quesiti diagnostici,si deve trovare la forma di creare dei gruppi di persone dedicati alla prevenzione senologica,rispettando,le linee guida nazionali.
si devono trovare risorse,economiche e umane per assistere prevalentemente persone anziane, a domicilio e in residenze assistenziali.
cosi che il nostro ospedale sia privo di ricoveri impropri,essendo una delle criticità storiche del nostro nosocomio.
Il dott.Panella ha una priorità,una missione, realizzare un nuovo Ospedale a Narni-Amelia. Domando:\\\" è veramente necessario che siano stanziate risorse destinate a tale scopo!,quando i sopradetti paesi distanziano da Terni circa cinque km.
Le risorse dedicate non sarebbero meglio finalizzate ,magari per una nuova struttura Ospedaliera Ternana , la quale ormai soffre il male del tempo,


Inviato da paolo il 19 marzo 2010 19:01
se a un certo punto le cosi dette badanti che per altro gia rispeto a anni fa oggi anno molti piu diriti e pio spese e bogrucazia a i chi se le po permetere. la politica secondo me senedorebe ocupare ma in maniera seria creando struture di acoglieza di qualita cosa che non a fato ma visto che la popolazione orvietana a una crosa percentuale di anziani a orvieto che io sapia non che nemeno un reparto della geriatra nel nostro ospedale e 60 amni che avete il potere di fare
Inviato da Luisa Crociani il 18 marzo 2010 22:38
Come si fa notare ormai da varie parti, è sulle donne che si riversa in massima parte il lavoro di cura all'interno della famiglia: figli, anziani o malati che siano. E questo, oltre a condizionare il loro lavoro e la loro partecipazione alla vita sociale, può avere anche un peso psicologico, che si riversa sul loro benessere. Cosa si è fatto e quanto si può fare per arrivare, anche in questo campo, a un principio di pari opportunità? In un paese nordico, mi sembra la Norvegia, si è pensato di incoraggiare i congedi dei padri piuttosto che quelli delle madri. Da noi a che punto siamo? Quanto è concesso e quanto è valutato il lavoro di cura?
Inviato da ZANCHI IVAN il 18 marzo 2010 18:29
Voglio farle presente che ad Orvieto i donatori di sangue, presso il c.r dopo aver donato gli viene consegnato un sacchetto di carta contenente "la colazione"la quale deve essere consumata o sul lettino della donazione,mentre altri donatori stanno donando,.oppure mentre escono dal centro.Dato che avere un piccolo locale( gia esistente)con un tavolo e sedie non impegna delle grandi cifre,e'veramente umiliate.Penso sia soltanto mancanza di buona volonta'.Al contrario dei volontari donatori.Grazie
Inviato da gianni cardinali il 18 marzo 2010 15:51
Debbo ipotizzare che il Direttore Generale della nostra ASL sia in quota Rifondazione. Sappiamo tutti, purtroppo, che le cose stanno così. Il Dott. Panella sarà sicuramente la persona migliore di questo mondo, ma il fatto che sia stata scelta per quota e appartenenza mi fa ribrezzo, come mi fa ribrezzo tutto ciò che accade in questo sfortunato paese. Non mi sembra che sia sfortunato solo per "merito", a proposito, di Berlusconi. Capisco che non è una domanda e me ne scuso. Gianni Cardinali
Inviato da Cittadina il 18 marzo 2010 09:12
Contrariamente a molte polemiche che talvolta si innescano, in generale considero piuttosto buono il livello dell'Ospedale orvietano. Tuttavia, uno dei maggiori problemi sono le liste di attesa, specie in alcuni settori e anche in casi di urgenza.Ancor più se il servizio non è presente a Orvieto. Ad esempio, per un'urgenza di carattere senologico, dopo un'ecografia mia figlia ha dovuto rivolgersi a Perugia per una mammografia e aspettare da febbraio a settembre... Capite bene che l'urgenza diventa parola del tutto fuori luogo: è dovuta andare da uno specialista a pagamento per capire almeno se poteva aspettare fino a settembre o no. Quali sono i campi in cui l'attesa è più lunga? E cosa possiamo sperare su questo versante? Si sta lavorando all'abbattimento dei tempi di attesa? Ce lo dicono da anni, ma la situazione è tutt'altro che rosea... Grazie.
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